Onslaught & Artillery – thrash till the death all’Exenzia

ONSLAUGHT + ARTILLERY + CHRONOSPHERE + EXARSIS
live @ Exenzia, Prato
– domenica 8 ottobre 2017 –

 

 

LIVE REPORT •

Quattro formazioni europee a formare una coalizione inarrestabile pronta a spazzare via tutto e tutti: stiamo parlando di Onslaught, Artillery, Exarsis e Chronosphere, questi giorni in tour al grido di “Thrash Till The Death”.
Siamo all’Exenzia di Prato, che sfodera un rinnovato ed ammaliante look, grazie anche alle dimensioni maggiori del nuovo palco, sul quale la onnipresente Eagle Booking ha portato questo poker d’assi del thrash europeo.

Exarsis
Potremmo parlarne all’infinito, ma il pubblico italiano (metal side) è veramente strano: presente in massa, ad esempio, per delle scialbe cover band, e poi, quando arrivano dei veri e propri capisaldi della storia dell’heavy… ecco il vuoto assoluto!
E così ci troviamo ad essere solo una manciata di semper fidelis headbangers ad accogliere calorosamente i greci Exarsis, la band designata ad aprire le danze. Beh, danze è la parola giusta: i 5 ragazzi si scatenano sul palco con un moshing continuo durante tutta la loro esibizione, seguendo alla lettera i corsi di “ballo” che gli Anthrax hanno tenuto sin dai primi anni ’80 e che hanno fatto scuola.
Ma non solo: gli Exarsis riportano alla memoria, con pezzi come “Toxic Terror” o “Skull And Bones” (tanto per citarne alcuni), un’altra storica band dei mitici anni ottanta che spopolava nella Bay Area, tali Exodus con i quali, i greci, oltre che ad avere in comune le prime due lettere del nome, condividono il loro modus operandi schiaffeggiandoci con i suoni furiosi e travolgenti delle loro canzoni.
Insomma, gli ellenici sanno il fatto loro ed ogni volta che li vedo mi sembra di rivivere l’epoca d’oro del thrash americano.

Setlist

  1. Haarp Weapon
  2. Toxic Terror
  3. General Guidance
  4. Skull and Bones
  5. The Underground
  6. Surveillance Society
  7. Under Destruction

EXARSIS lineup:

  • Nick J. Tragakis – Vocals
  • Antonis Lambrakis – Guitars
  • Kostis Foukaraiks – Guitars
  • Chris Poulos – Bass
  • Achilleas Kamzolas – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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Chronosphere
La new wave of Thrash Metal deve aver invaso la Grecia, perché è sempre da lì che proviene il gruppo che ora sta per prendere possesso del palco: i Chronosphere.
A differenza dei loro connazionali Exarsis, i Chronosphere sono dediti ad un thrash che però subisce meno l’influenza californiana, ma strizza l’occhio anche allo speed e al metal di matrice più classica. In questo mix di sonorità, i quattro metalheads mettono in mostra una carica energetica che si realizza con pezzi quali “Before it’s Gone”, “Warriors” o “Brutal Decay”, tra riff trascinanti e assoli al fulmicotone del duo Panos Tsampras e Spyros Lafias, che si occupa anche delle parti vocali.
Simpatica l’idea di indossare tutti dei pantaloni rossi e anche quella di farci una bella sorpresa con la cover di “Ace Of Spades”, raccogliendo, così, un ancor maggiore consenso da parte del pubblico, ma, sinceramente, già quello che ci avevano fatto vedere durante il set era stato sufficiente per comprendere di che pasta sono fatti. Promossi a pieni voti!

Setlist

  1. Before It’s Gone
  2. Envirusment
  3. Warriors
  4. Genetically Determinated
  5. Picking Up My Pieces
  6. Brutal Decay
  7. War Infection
  8. Aces Of Spades (Motörhead cover)

CHRONOSPHERE lineup:

  • Spyros Lafias – Vocals, Rhythm/Lead Guitar
  • Panos Tsampras – Lead Guitar
  • Kostas Spades – Bass
  • Thanos Krommidas – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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Artillery
Nel frattempo qualche avventore in più arriva nella location, ma siamo lontani da quello che pensavo potessero richiamare dei nomi come Onslaught e Artillery. Beh, peggio per chi non c’era, la old school ha sempre molto da dire ed ora tocca agli Artillery a parlare!
Una cosa è certa: se fino a poco fa abbiamo assistito all’intensa performance di due band che, grazie alla loro esuberanza giovanile, hanno messo a ferro e fuoco l’Exenzia, con l’arrivo della storica band danese la cosa si accentua di più: assisteremo infatti ad una dimostrazione di forza e tecnica che farebbe invidia anche ai più giovani pischelli.
Michael Stutzer & Co. ci danno delle autentiche sferzate ed innescano il pogo giù in sala con pezzi come l’iniziale “In Defiance Of Conformity” e soprattutto con “Let There Be Sin”.
L’ottima prestazione vocale di Søren Nico Adamsen cammina di pari passo (cammina forse è anche restrittivo, sarebbe meglio dire “corre” vista l’accelerazione sonora dei loro pezzi) con quel muro di suono impenetrabile che colpisce diretto come un pugno nello stomaco.
Lo stesso Michael si produce in assoli più taglienti di una lama, che vanno dritti al bersaglio e ci trafiggono senza pietà. Quando poi Søren ci chiede se ne vogliamo ancora, la risposta è una sola e tutti insieme all’unisono gridiamo: “Terror Squad”!
E allora scateniamoci sulle prepotenti note di questo pezzo immortale, tra i riff rabbiosi della coppia d’asce Stutzer/Meier e il ritmo massiccio della batteria di Danny Jelsgaard e del basso di Tobias Nefer.
Che dire… l’artiglieria pesante ha bombardato a dovere l’Exenzia e preparato il terreno per l’arrivo dell’assalto finale degli Onslaught.

Setlist

  1. In Defiance of Conformity
  2. The Challenge
  3. In the Trash
  4. Beneath the Clay (R.I.P.)
  5. Live by the Scythe
  6. Let There Be Sin
  7. The Almighty
  8. Legions
  9. Khomaniac
  10. Terror Squad

ARTILLERY lineup:

  • Michael Stützer – Guitars
  • Kræn Meier – Guitars
  • Tobias Nefer – Bass
  • Danny Jelsgaard – Drums
  • Søren Nico Adamsen – Vocals
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foto:
 Stefano Panaro

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Onslaught
Ed ora tocca ai britannici Onslaught, altra storica band del panorama thrash anni ’80. Fedeli al significato del loro nome, il quintetto inglese mette a punto un piano d’azione che non farà prigionieri e già dal primo pezzo in scaletta capiamo a cosa andremo incontro: “Let There Be Death” è il loro inno di battaglia, con il quale danno il via al loro assalto furioso.
Le “Metal Forces” sembrano inarrestabili e martellano a tutto spiano: il drumming furioso e continuo che Mic Hourihan imprime alla sua batteria, scatena i fan sotto palco in un movimento continuo che più che un pogo sembra essere una danza di guerra.
Impavido, possente, imperioso: Sy Keeler guida questa marcia trionfale affiancato da due spietati cecchini come Nige Rockett e Iain Davies che ci mitragliano senza pietà, sparando riff violenti a profusione con le loro chitarre, come su “Thrash Till The Death” che diventa così il letimotiv di una serata come questa.
Siamo in pochi, sì, ma siamo pronti a combattere al loro fianco e, come ci dice lo stesso Sy, non importa il numero, ma l’intensità dell’attacco per essere vincenti e “Destroyer of the Worlds” ne è un esempio.
“Thermonuclear Devastation” mette fine alle ostilità: nulla e nessuno può resistere all’aggressione sonora degli Onslaught e questa sera lo hanno dimostrato una volta di più.

Un sentito grazie va alla Eagle Booking per aver “progettato” questa Campagna d’Italia con delle compagini che, da sempre, fanno del thrash la loro ragione di vita e un ringraziamento è rivolto anche all’Exenzia per aver dato modo di scatenarci in questa battaglia sonora.

Setlist

  1. Let There Be Death
  2. Metal Forces
  3. Fight With the Beast
  4. Demoniac
  5. Flame of the Antichrist
  6. Contract in Blood
  7. Thrash Till the Death
  8. Killing Peace
  9. The Sound of Violence
  10. Burn
  11. Destroyer of Worlds
  12. 66’Fucking’6
  13. Onslaught (Power from Hell)
  14. Thermonuclear Devastation

ONSLAUGHT lineup:

  • Sy Keeler – Vocals
  • Nige Rockett – Guitars
  • Jeff Williams – Bass
  • Iain GT Davies – Guitars
  • Mic Hourihan – Drums
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foto:
 Stefano Panaro