Onslaught: thrash till the… Dagda!

THRASH ‘TILL THE DEATH:
ONSLAUGHT + ARTILLERY + CHRONOSPHERE + EXARSIS
live @ Dagda, Retorbido (Pv)
– venerdì 6 ottobre 2017 –

 

 

LIVE REPORT •

 

Con questa serata il Dagda Live Club, uno dei locali più attivi nella zona del pavese, inaugura la sua nuova sede, che altro non è che il vecchio Carlito’s Way di Retorbido, e lo fa calando un poker d’assi all’insegna del thrash metal, con un tour, quello del “Thrash ‘Till the Death”, che unisce vecchia e nuova scuola nel segno della dedizione alla causa di questo storico genere estremo. Location decisamente più raccolta rispetto alla vecchia sala, ma la passione e la professionalità di Angela e del suo staff hanno fatto sì che questa nuova sistemazione fosse decisamente all’altezza della precedente, e pronta ad ospitare innumerevoli eventi della musica che tutti noi amiamo.

Exarsis
Il compito di aprire la serata tocca agli ellenici Exarsis, giovane formazione (a guardare uno dei due chitarristi mi sono chiesto se fosse già maggiorenne…) che può approfittare di questo prestigioso tour per presentare il nuovo full length “New War Order”. Il combo vanta dei buoni pezzi, di chiara ispirazione Bay Area (il sentore dei migliori Exodus aleggiava a tratti fra i riff sciorinati sul pubblico che iniziava lentamente a radunarsi), ed una presenza sul palco che non teme il confronto con band ben più anziane e navigate; tra tutti, nota di merito per il bassista Chris P., che non ha smesso un momento di agitarsi come un tarantolato sul palco, come se questo non fosse abbastanza spazioso per contenere la sua esuberanza! Lo stesso Chris è stato poi visto scatenare il pogo più selvaggio durante lo show degli Onslaught… L’unica piccola nota stonata è riservata al cantante Nick J., molto preparato, ma reo di una performance improntata su linee vocali costantemente incentrate sugli acuti più penetranti. Ottima esibizione di tecnica la sua, ma alla lunga l’effetto è stato un po’ stucchevole.

Setlist:

  1. Haarp Weapon
  2. Toxic Terror
  3. General Guidance
  4. Skull and Bones
  5. The Underground
  6. Surveillance Society
  7. Under Destruction

EXARSIS lineup:

  • Nick J. – Vocals
  • Antonis L. – Lead-Rhythm Guitars
  • Kostis F. – Lead-Rhythm Guitars
  • Chris P. – Bass
  • Achilleas K. – Drums

 

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foto: Raffaele Godi

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Chronosphere
Dopo un rapido cambio di palco è la volta dei Chronosphere, sempre giovanissimi e sempre greci, freschi di pubblicazione dell’album “Red & Roll” con l’italiana Punishment 18 Records. Uno strano look cattura l’attenzione: tutti i membri del gruppo indossano infatti dei pantaloni rosso acceso che, i più anziani metalheads ricorderanno, tempo fa erano appannaggio degli odiatissimi “truzzi”… probabilmente in Grecia queste piccole schermaglie estetiche non hanno mai attecchito! A parte questa frivola nota di costume, ci concentriamo sulla musica, che poi è quello ci interessa; il four piece dimostra una sicurezza onstage paragonabile a quella degli Exarsis, ma propone sonorità differenti, e (per quanto lo possa concedere il genere) un po’ più originali e personali. Anche il sound sul palco della band risulta nettamente diverso, con suoni di chitarra molto più puliti e meno impastati rispetto al classico Bay Area style, cosa che, se da un lato ci permette di apprezzare la proposta del gruppo, dall’altro stigmatizza in un paio di passaggi qualche imprecisione a livello di riffing. Parliamo comunque del classico pelo nell’uovo, perché i quattro sono comunque autori di una performance assolutamente soddisfacente sotto ogni punto di vista. A concludere la loro esibizione, una sempreverde “Ace of Spades”, fatta cantare in larga parte al pubblico, causa improvviso “muto” del microfono del singer Spyros (problema tecnico o conseguenza dell’aver forse sforato i tempi previsti?).

Setlist:

  1. Before it’s gone
  2. Envirusment
  3. Warriors
  4. Genetically Determined
  5. Picking up my pieces
  6. Brutal decay
  7. War infection
  8. Ace of Spades (Motörhead cover)

 CHRONOSPHERE line up:

  • Spyros Lafias – Vocals/Guitar
  • Kostas Spades – Bass/Backing Vocals
  • Thanos Krommidas – Drums
  • Panos Tsampras – Guitar/ Backing Vocals

 

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foto: Raffaele Godi

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Artillery
Dopo che il pubblico, che nel frattempo si è rinfoltito, è stato scaldato a dovere dal “nuovo sangue”, è tempo di salire sul palco per una delle due formazioni storiche della serata, quei danesi Artillery che in occasione di questo tour festeggiano i trent’anni dalla pubblicazione del loro fondamentale “Terror Squad”. L’apertura è affidata però ad “In Defiance of Conformity”, dall’ultimo “Penalty by Perception”, ma il trentennale platter viene omaggiato subito dopo con quattro pezzi, tra cui spiccano per esecuzione “In the trash” e “Terror Squad”, alla quale è affidato il compito di dare l’ultima “bastonata” ai presenti. Per il resto della scaletta dei nostri (dieci pezzi in tutto) saranno privilegiati soprattutto i brani dei mai dimenticati anni ’80. Nel caso di questo combo l’esperienza si sente eccome, dalla tecnica esecutiva di pezzi aggressivi, potenti e mai banali, alla sapiente tenuta di palco della coppia Hansen/Dahl. Se da un lato l’attempato chitarrista ispira immediata simpatia col suo profilo volutamente basso e la sua aria ironicamente svagata, il cantante catalizza l’attenzione della folla con una grande presenza scenica, un look quasi ai limiti del punk hardcore, ed una sapiente espressività vocale, in grado di spaziare da tonalità aggressive ad acuti lancinanti; un’accoppiata di personaggi praticamente agli antipodi, ma che insieme sul palco sprigionano quel carisma tipico delle grandi band. Gli Artillery soddisfano appieno la fame di thrash dei presenti, che tributano la loro esibizione scatenando a più riprese il pogo nelle prime file. Ogni tanto, tra la loro esibizione e quella degli Onslaught, si vede attivarsi un reattivo servizio di sicurezza per i fan più scalmanati, ma si tratta solo di una cautela (comunque doverosa), in quanto tutta la serata si è svolta all’insegna dell’energia, ma anche di grande concordia ed armonia tra i presenti.

Setlist:

  1. In Defiance of Conformity
  2. The Challenge
  3. In The trash
  4. Live by the Scythe
  5. Let There be sin
  6. The Al Mighty
  7. Legions
  8. Khomaniac
  9. RIP
  10. Terror Squad

 ARTILLERY line up:

  • Michael Stützer – Guitars
  • Kræn Meier – Guitars
  • Tobias Nefer – Bass
  • Danny Jelsgaard – Drums
  • Søren Nico Adamsen – Vocals

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foto: Raffaele Godi

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Onslaught
Veniamo agli headliner della serata, i britannici Onslaught, che questa sera celebrano il loro “The Force” del 1986 (anno d’oro del thrash metal) riproponendolo per intero sul palco. Nessuna sorpresa per quanto riguarda la scaletta, almeno per la prima metà, durante la quale viene eseguito il succitato album, nello stesso ordine di esecuzione dell’incisione originaria. Nella seconda parte dello spettacolo, la band si diverte invece a proporre i pezzi più recenti della propria discografia; tra questi spicca in assoluto la coinvolgente “66 Fucking 6”, dotata di un groove che la rende micidiale dal vivo, e sicuramente uno dei pezzi più riusciti nella discografia di questi thrashers d’Oltremanica. Per chiudere la serata gli Onslaught decidono invece di andare a ripescare dal loro passato più recente, e la pesantissima coppia “Onslaught” e “Thermonuclear Devastation” dal debut “Power from Hell” ha il compito di dare il colpo di grazia al pubblico in sala, che nel frattempo, come detto prima, non si è risparmiato tra pogo, slam dance, crowd surfing, e tutte le “attività indoor” tipiche di questo tipo di eventi! Avevo avuto modo di gustarmi il combo dal vivo l’anno scorso, e le mie impressioni positive sono state piacevolmente confermate: gli Onslaught hanno dalla loro dei pezzi molto efficaci, una grande capacità di tenere il palco, ed ispirano immediata simpatia, fornendo l’impatto visivo di un gruppo rodato ed eterogeneo. Ogni membro della band sembra quasi un personaggio dalle tinte marcate: il serio Ian GT Davies si contrappone all’altra ascia Nige Rockett, dal volto impassibile e seminascosto dalla chioma nera, Jeff Williams interagisce col pubblico con maggiore spontaneità e trasporto, mentre fa impressione notare il contrasto tra la potenza del drumming di Mike Hourihan e la sua esile stazza. A volte quest’ultimo sembra quasi colto dalle convulsioni durante l’esecuzione dei passaggi più veloci ed impegnativi, ma riesce a non perdere un colpo ed a fornire la solida base su cui gli altri musicisti possono eseguire le proprie trascinanti partiture. Menzione finale per Sy Keeler, traboccante carisma ad ogni sapiente mossa sul palco, con una voce ancora in grado di stupire sia per potenza e profondità sia per pulizia quando si lancia negli acuti più ostici; il perfetto uomo-immagine per questo manipolo di thrashers attivo da più di trent’anni ma che, grazie agli Dei del Metallo, fortunatamente non dà segno di voler mollare.
In conclusione: serata riuscitissima, con quattro band veramente di livello, organizzazione decisamente all’altezza, ma da sempre Eagle Booking, su questo, è una garanzia. Lo stesso dicasi per il locale e se il buongiorno si vede dal mattino, si prospetta un lungo periodo di grandi soddisfazioni per il nuovo Dagda Club!
Thrash ‘Till Death!!!

Setlist:

  1. Let There Be Death
  2. Metal Forces
  3. Fight With the Beast
  4. Demoniac
  5. Flame of the Antichrist
  6. Contract in Blood
  7. Thrash Till the Death
  8. Killing Peace
  9. The Sound of Violence
  10. Burn
  11. Destroyer of Worlds
  12. 66’Fucking’6
  13. Onslaught (Power from Hell)
  14. Thermonuclear Devastation

ONSALUGHT line up:

  • Sy Keeler – Vocals
  • Nige Rockett – Guitars
  • Iain GT Davies – Guitars
  • Jeff Williams – Bass
  • Mike Hourihan – Drums
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foto: Raffaele Godi