Orange Goblin: il Planet si tinge di arancione

International Tattoo Expo Roma 2018:
ORANGE GOBLIN + L’IRA DEL BACCANO + SUPER DOG PARTY +
special late night show with ZIPPO
live @ Planet, Roma
– venerdì 4 maggio 2018 –

 

LIVE REPORT •

Evento imperdibile al Planet di Roma per l’after party dell’International Tatoo Expo che vedrà protagonisti gli Orange Goblin ed il loro stoner metal. Prenderanno parte anche gli Zippo, L’Ira Del Baccano e i Super Dog Party.

Super Dog Party
La serata prende il via con i romani Super Dog Party a suon di rock’n’roll blues mischiato al funk. La band è in tour per promuovere il loro “Greatest Hits” (presentato lo scorso autunno nel rinomato locale di Los Angeles del Whiskey a Go Go). Sin dall’inizio sprigionano tutta l’energia e la carica tipica di un power trio, con un piglio spensierato e giovanile. I brani sono brevi e diretti, semplici ma efficaci che catturano l’attenzione e riscaldano la scena. Oltre ai pezzi originali, accompagnano lo show con cover rock’n’roll rivisitate nel loro stile.
Super Dog Party: no rock’n’roll, no party.

Setlist:

  1. Asshole
  2. Fight It Back
  3. On Monday
  4. Bye Bye
  5. Sniper’s Shot
  6. Kick Out the Jams (MC5 cover)
  7. Crossroads (Robert Johnson cover)
  8. Reload the gun and shoot the bad guys
  9. Foreign Girl

SUPER DOG PARTY lineup:

  • Happy Shalalalà – Bass
  • Captain Farrell – Guitar / Vocals
  • Maxim – Drums
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foto: Salvatore Marando

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L’Ira Del Baccano
Adesso è il momento dei romani de L’Ira Del Baccano: si passa così a sonorità e atmosfere più doomeggianti. La loro caratteristica inconfondibile è nel repertorio totalmente strumentale che spazia tra vari sottogeneri come il doom psichedelico e lo space rock, con qualche venatura di fusion. Le iniziali note dell’apertura della setlist “Abilene” calano gli spettatori (ancora non “al completo”) nel loro variegato, ma ben riconoscibile mondo musicale. Eseguono due dei quattro brani dell’ultimo disco “Paradox Hourglass” e uno tratto dal disco live d’esordio “Si Non Sedes Is”. Emettono onde che, a tratti lente a tratti andanti, creano visioni di scenari di Baccanali dove fauni e menadi si lasciano pervadere i sensi dal flusso alcolico: si passa da atmosfere soffuse ed oniriche, a quelle cupe sabbathiane attraverso progressioni e cambi di tempo repentini. Nonostante i pezzi siano completamente strumentali (e di lunga durata), riescono a tenere lo spettatore con le orecchie ben ancorate mentre la mente viaggia oltre i confini della razionalità. Mostrano una notevole composizione sperimentale dove Alessandro “Drughito” alla chitarra è il creatore delle “architetture del baccano”, Ivan al basso è onnipresente nelle linee dettando i groove, Roberto sdoppiato tra chitarra e i synth è l’artefice delle elettrizzanti psichedelie e Sandro “Fred” dirige saldamente il “traffico” delle iraconde armonie alla batteria.
L’Ira Del Baccano: tanto buon baccano per tutti.

Setlist:

  1. Abilene (The Trip To)
  2. Doomdance
  3. Paradox Hourglass (part 1)

L’IRA DEL BACCANO lineup:

  • Alessandro “Drughito” Santori – Guitar
  • Roberto Malerba – Guitar/Synth
  • Sandro “Fred” Salvi – Drums
  • Ivan Contini Bacchisio – Bass
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foto: Salvatore Marando

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Orange Goblin
La sala si riempie e arriva il momento dell’ascesa sul palco degli Orange Goblin; tutto è pronto per immergersi nelle loro tipiche sonorità stoner che li han resi così celebri. L’assalto dell’orda dei goblin arancione ha inizio con “Scorpionica” che così come il pungiglione di uno scorpione, l’impatto della band stordisce inizialmente il pubblico lasciandolo stupefatto e quasi inerme; servono le maniere forti per “destare” gli spiriti dallo shock e così ecco “The Devil’s Whip” che riporta con i piedi per terra, le corna in aria e la testa che scapoccia in tutte le direzioni possibili. La scaletta è tiratissima, senza un momento di respiro per il popolo stoner giunto stasera che Ben non perde occasione di ringraziare per il calore e l’accoglienza: è un’inarrestabile denso muro di suono (arancione) che sovrasta piacevolmente tutto e tutti; oltre ai classici della band, eseguono un paio di pezzi estratti dall’ultimo disco “The Wolf Bites Back” (in prossima uscita a Giugno per la Candelight Records): “Sons Of Salem” (dovuta interrompere e ripetere per via di imprecisioni essendo ancora poco rodata dal vivo, ma glielo si può assolutamente concedere) e “The Wolf Bites Back” (dedicata per l’occasione alla Lupa simbolo di Roma e della squadra Roma, dedica condita con tanto di “Forza Roma!”). Non a caso Ben definisce “Rome is home” proprio per il loro ottimo rapporto con la città ed i fan che si è consolidato negli anni date le loro frequenti “visite” (annunciano che presto ritorneranno per il tour del nuovo disco). Danno spettacolo sia visivamente che musicalmente: Ben è un gran frontman/intrattenitore con voce possente e ruggente che con le sue smorfie (da goblin spiritato) ed entusiasmo catalizza l’attenzione (senza considerare la sua immensa mole che ricopre quasi tutto il palco rendendo impossibile non ammirarlo) e irradiando di tanto in tanto il pubblico eccitato e accaldato a ridosso del palco con l’acqua, sembra una gigante fontana umana; Joe nella sua sobrietà (apparente), ubriaca a suon di riff massicci e assolo perforanti, mentre Martyn rinominato “dita di fuoco” martella le corde del basso con gran foga richiamando molto lo stile del mitico Geezer Butler; infine Chris che con il suo tocco fluido sembra quasi accarezzare le pelli della batteria, ha una pezza letale. In poche parole: sembrano essere in quaranta sul palco e non soltanto quattro! Spostano l’aria e le viscere dei presenti con un sound grezzo e potente, rombando come un’Harley Davidson che sfreccia a pieni giri: fanno venir voglia di tatuarsi il loro nome.
Orange Goblin: sverniciano la sala ritingendola di arancione.

Setlist:

  1. Scorpionica
  2. The Devil’s Whip
  3. Sons Of Salem
  4. The Filthy & The Few
  5. Turbo Effalunt (Elephant)
  6. Man Who Invented Time
  7. Made Of Rats
  8. Your World Will Hate This
  9. Some You Win, Some You Lose
  10. The Wolf Bites Back
  11. The Fog
  12. They Come Back (Harvest Of Skulls)
  13. Time Travelling Blues
  14. Blue Snow
  15. Quincy The Pigboy
  16. Red Tide Rising

ORANGE GOBLIN lineup:

  • Ben Ward – Vocals
  • Joe Hoare – Guitar
  • Martyn Millard – Bass
  • Chris Turner – Drums
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foto: Salvatore Marando

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Zippo
Dopo la fantastica prova degli Orange Goblin, c’è lo special late night show e spetta ai pescaresi Zippo l’arduo compito chiudere la serata. Il loro repertorio converge verso sonorità più oscure e ruvide come lo stoner/sludge con influenze progressive. Caratteristica costante dei vari brani è la reiterazione dei riff cupi e profondi che ascoltati a lungo procurano uno stato di trans, il tutto combinato con il bagliore accecante dello sfondo del palco è ipnotizzante. Combinano ritmi molto lenti, quasi ad annullare i “battiti”, a quelli più marcianti, passando da dinamiche pacate a quelle altisonanti, riempiendo lo spazio con vibrazioni grevi generate dagli effetti super-distorti. Suonano compatti per tutta la durata dell’esibizione ed è da notare l’attenzione e partecipazione (considerando l’ora tarda) dei presenti che vengono caldamente ringraziati dalla band.
Zippo: cupe cacofonie dal sottosuolo.

E’ stato un concerto che non ha deluso le aspettative per il popolo appassionato di stoner metal. Ancora una volta gli Orange Goblin hanno radunato le creature della notte che non hanno perso l’occasione di presenziare. Complimenti a tutte le band esibitosi nell’arco della lunga venue e agli organizzatori per la riuscita dell’evento.

Setlist:

  1. Crazy Forest
  2. Chihuahua Valley
  3. Low Song
  4. After Us
  5. Comatose
  6. Mitote
  7. El Enyerbado
  8. Elephant March

ZIPPO lineup:

  • Dave – Vocals
  • Sergente – Guitar
  • Stonino – Bass
  • Ferico – Drums
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foto: Salvatore Marando