Steve Stevens & Gus G. – la nuova e la vecchia guardia delle sei corde

STEVE STEVENS + GUS G.
live @ Druso, Ranica (Bg)
– sabato 15 aprile 2017 –

 

LIVE REPORT •

Un evento interamente dedicato alla chitarra quello in programma al Druso, in provincia di Bergamo, questo umido sabato sera; da una parte abbiamo uno storico e poliedrico chitarrista dalla lunga carriera come Steve Stevens, dall’altra un ancora piuttosto giovane, ma già iconico shredder come Gus G. Inutile dire che non mancheranno le sorprese così come le certezze in tutto l’arco della serata, la quale partirà non proprio ricchissima di partecipanti per poi migliorare drasticamente nella seconda parte. Importante chiarire che non è un concerto Metal quello che si analizza qui, ma una sorta di combinazione di diversi ambiti musicali trattati con classe da dei grandi musicisti, un evento organizzato con professionalità da Barley Arts, B.A. City Factory e dal Druso. Buona lettura!

Gus G.
Direttamente dalla Grecia il buon Kostas Karamitroudis, in arte Gus G, non ha certo bisogno di presentazioni; nonostante non abbia nemmeno quarant’anni questo shredder è già considerato come una delle realtà chitarristiche migliori al mondo, con un curriculum di tutto rispetto in grado di far venire l’acquolina in bocca a diversi ascoltatori, in particolar modo quelli affezionati alle sonorità Power Metal che, da sempre, rappresentano la preferenza di Gus: dai Firewind, sua storica band, al periodo nei Mystic Prophecy e nei Dream Evil, dai sue due recenti album solisti fino ovviamente al suo ruolo di chitarrista principale nella band del grande Ozzy Osbourne, grazie al quale è riuscito ad affermarsi ulteriormente anche nei cuori di alcuni ascoltatori più navigati. Con così tanti dischi di qualità sulle spalle sono molte le aspettative per una sua esibizione; in questo caso, però, qualcuno potrebbe rimanere leggermente stupito poiché l’esibizione cui ci si accinge ad assistere è interamente eseguita in acustico e con l’utilizzo di due sole chitarre unite ovviamente a una parte cantata, a opera del talentuoso James Paul Luna, vocalist della Heavy Metal band americana Holy Grail. Una sorta di “Metal-Unplugged” se così si può dire, con una setlist composta da otto tracce di provenienze differenti: quattro estratti degli album solisti di Gus e quattro cover di cui due appunto dei Firewind, una dei Rainbow e una dei Black Sabbath. Inutile dire che il nostro shredder greco è un asso sull’acustica tanto quanto sull’elettrica, perciò l’esecuzione dei brani seppur evidentemente ri-arrangiati risulta obbiettivamente molto ben fatta, anche se è impossibile non avere forse un filo di amaro in bocca per chi sperava di assistere a uno show decisamente più energico e “metallico” in attesa dell’headliner della serata.

Setlist:

  1. My Will Be Done
  2. Burn
  3. Just Can’t Let Go
  4. The Temple Of The King (Rainbow cover)
  5. World On Fire (Firewind cover)
  6. Lady of 1000 Sorrows (Firewind cover)
  7. Planet Caravan (Black Sabbath cover)
  8. I Am The Fire

GUS G. lineup:

  • Gus G – Guitars
  • Jeames Paul Luna – Vocals, Guitars
{{title}} {{title}}

foto: Raffaele Godi

_______________________________________________

Steve Stevens
Dalla “nuova” guardia si passa a quella decisamente più old school a opera di uno dei chitarristi più particolari e poliedrici della storia del chitarrismo Rock. Chi pensa a Steve Stevens ovviamente pensa al suo ruolo nella band di Billy Idol, alle sue collaborazione sporadiche coi vari Michael Jackson, Robert Palmer eccetera, fino ovviamente ai suoi variegati album solisti; senza trascurare anche la sua partecipazione alla composizione delle colonne sonore di film come “Speed” e “Top Gun”. In questo tour Steve propone una scaletta composta da una quindicina di estratti di tutta la sua carriera con anche qualche chicca esterna al suo repertorio tipico; ovviamente anche i musicisti che lo affiancano sul palco hanno il loro bel da dire, come ad esempio l’ex Whitesnake Uriah Duffy e il chitarrista generalmente di genere Flamenco Ben Woods, definito da Steve comunque un “metallaro dentro”. Unica nota leggermente negativa forse il vocalist Franky Perez il quale, nonostante stia facendo un’ottima carriera e sia stato anche paragonato ad alcune voci iconiche, risulta nella sede odierna un po’ piatto come voce e non adatto alle parti vocali di tutti i pezzi proposti sta sera, tralasciando il discorso del look anche un pochino fuori luogo. A parte ciò bisogna dire che i momenti emozionanti non mancano: su tutti sicuramente le due cover del sopracitato Billy Idol, l’esecuzione della soundtrack di Top Gun, il metallarissimo momento di “Atomic Playboys” e anche la parentesi flamenco di “Flamenco a go go” eccetera. Dopo la cover di “Rebel Yell” viene proposto un encore composto da due iconiche tracce Rock: “Voodoo Child” di Jimi Hendrix e “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin, eseguite con la collaborazione di Gus G, ora con la sua Jackson elettrica attaccata, e del suo vocalist James Paul Luna il quale, a parere di chi scrive, risulta almeno sta sera sì diverso, ma anche più grintoso e vocalmente dotato del comunque generalmente apprezzato Franky Perez. In conclusione si può dire di aver assistito a un’ottima prova di due grandi chitarristi provenienti da due periodi diversi, ma assolutamente in grado di incarnare lo spirito di uno strumento meraviglioso come la sei corde e in generale di fornire una lezione di chitarrismo rock a qualunque appassionato presente in sala. Si spera di avere altri momenti simili in futuro.

Setlist:

  1. Crackdown
  2. Day Of The Eagle (Robin Trower cover)
  3. Dirty Diana (Michael Jackson cover)
  4. Hellcats Take the Highway
  5. Cinecitta
  6. Flamenco a gogo
  7. Dementia
  8. Eyes Without a Face (Billy Idol cover)
  9. Top Gun Anthem
  10. Dazed and Confused (Jack Holmes cover) (Led Zeppelin version)
  11. Atomic Playboys
  12. Prime Mover
  13. Rebel Yell (Billy Idol cover)
  14. Voodoo Child (Slight Return) (Jimi Hendrix cover)
  15. Whole Lotta Love (Led Zeppelin cover)

STEVE STEVENS lineup:

  • Steve Stevens – Guitars
  • Ben Woods – Guitars
  • Uriah Duffy –Bass
  • Franky Perez – Vvocals
  • Mike Bennet – Drums
{{title}} {{title}}

foto: Raffaele Godi