AMORPHIS – INNOVAZIONE E TRADIZIONE DALLA TERRA DEI MILLE LAGHI


AMORPHIS – “Queen Of Time”
• (2018 – Nuclear Blast) •

 

Per chi scrive gli Amorphis sono uno di quei gruppi che nella propria carriera ha sbagliato molto poco a livello di singoli dischi. La qualità media delle release della band finlandese, dopo la fortunata uscita di “Tales From A Thousand Lakes” (nell’ormai lontano 1994), fino ad oggi ha conosciuto ben pochi cedimenti (escludendo forse quel “Far From The Sun” che ha fatto storcere il naso a un considerevole numero di fan). Per chi scrive il difetto della band da quando Tomi Joutsen è diventato il nuovo vocalist della band nel 2004, potrebbe essere stato quello di una certa staticità nella formula del loro songwriting, ma anche questo è un difetto perdonabile se si riesce in pochi anni a partorire dischi del calibro di “Eclipse”, “Silent Waters”, “Skyforger” e “Under The Red Cloud”. Quest’ultimo per quanto mi riguarda è stato dei dischi che più ho apprezzato nel 2015, e dopo una release di tale portata ero curioso di capire se la band sarebbe riuscita ad eguagliare quel disco.
Di certo “Queen OF Time” offre delle soluzioni nuove che in parte fanno virare leggermente il sound degli Amorphis verso nuovi lidi. L’album è più epico e pomposo rispetto ai precedenti della band; L’uso di un’orchestra è una novità considerevole per gli Amorphis, oltre che la presenza di alcuni ospiti come Chringel Glanzmann degli Eluveitie (ai flauti) e Annekke van Giersbergen (co-protagonista di un fantastico duetto con Joutsen in “Queen Of Stars”) che con la loro esperienza e bravura donano un tocco assolutamente personale alle tracce del disco in cui compaiono. Il produttore Jens Bogren è praticamente diventato di diritto il settimo membro della band con cui ormai si è creata un’alchimia perfetta regalandoci un disco in pieno stile Amorphis, con tutte le sfaccettature folk e progressive di cui siamo abituati ma aggiungendo una componente sontuosa, epica ed elegante all’opera. L’album si apre con “The Bee” che è il singolo di lancio che ormai conosciamo da diversi mesi. A seguire “A Message In The Amber” ricco di cambi di tempo in cui Joutsen si destreggia egregiamente tra parti in pulito e in growl. La componente folk è molto accentuata in questo pezzo in cui compaiono anche cori di voci femminili. “Daughter Of Hate” è senz’altro uno dei miei pezzi preferiti del disco e uno dei pochi in cui la band riesce a ritrovare la vena aggressiva e cupa (almeno nel chorus) di pezzi come “Dark Path” o “The Four Wise Ones” dal precedente disco. Anche questo pezzo è ricco di elementi con un break centrale molto melodico che personalmente mi ha riportato alle atmosfere di Elegy prima di introdurci ad un inserto parlato integralmente in finlandese che ci fa rituffare direttamente nell’aggressivo chorus contraddistinto dal growl di Joutsen. “The Golden Elk” è l’ennesima traccia dopo le precedenti tre che si aggira sui sei minuti. Anche qui tanta carne al fuoco; oltre a un chorus e a delle linee vocali facilmente memorizzabili, colpisce il break centrale condotto da una chitarra acustica e delle voci femminili di sottofondo dal sapore molto arabeggianti da cui ci si rituffa a capofitto nel ritornello fino ad arrivare ad un finale decisamente più cupo e minaccioso guidato come sempre dal growl di Joutsen. “Wrong Direction” è il pezzo che è stato scelto per l’esecuzione di un videoclip che troverete su Youtube. Diciamo che è un pezzo tipicamente Amorphis che potrebbe ricordare tranquillamente i migliori singoli del periodo “Eclipse” “Silent Waters” e “Skyforger” grazie a un chorus veramente trascinante. Un pezzo semplice ma veramente ben riuscito ed emozionante anche se si ha qualche sensazione di deja-vu ascoltandolo. Ovviamente la parentesi catchy del precedente brano viene spazzata via da quello che è il pezzo più lungo e articolato del disco con i suoi sei minuti e trenta circa. Forse non il miglior pezzo di “Queen Of Time” ma contenente comunque degli elementi che lo rendono interessante, dai duelli di tastiera e chitarra alle parti sinfoniche. Arrivati a questo punto del disco tralasciando le comunque buone “We Accursed” e “Grain Of Sand” che però aggiungono poco a quanto ascoltato finora è sicuramente da segnalare l’ottima “Queen Of Stars” in cui l’eterna Anneke van Giersbergen (ex-The Gathering) duetta in maniera sublime con Tommy Joutsen in un pezzo dal sapore epico e romantico allo stesso tempo. Anche qui siamo davanti a uno dei pezzi più semplici e diretti del disco e anche qui a uno dei migliori grazie a delle linee melodiche e vocali a dir poco emozionanti. Forse il difetto di questo disco è proprio questo, ossia di avere un pochino deluso sui pezzi più articolati dove gli Amorphis hanno sempre trionfato, probabilmente per fatto di il voler inserire stavolta troppa carne al fuoco nei loro pezzi più elaborati. Difatti per il sottoscritto le cose migliori vengono dai pezzi più diretti come i due singoli, ma anche “Daughter Of Hate” e “Queen Of Stars”. Per gli altri pezzi ho come l’impressione che la band debba ancora imparare a districarsi e usare sapientemente tutti questi inserti sinfonici e orchestrali che comunque sono stati senz’altro una sorpresa su questo nuovo album. Tirando le somme, per chi scrive non siamo ai livelli del precedente “Under The Red Cloud” ne a quello del trio delle meraviglie dell’era Joutsen “Eclipse”, “Silent Waters”, “Skyforger” ma questo nuovo album stuzzicherà a dovere il palato dei vecchi e nuovi fan, che apprezzeranno sicuramente se non altro la voglia di sperimentare nuove soluzioni sonore!

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. The Bee
  2. Message In Amber
  3. Daughter Of Hate
  4. The Golden Elk
  5. Wrong Direction
  6. Heart Of The Giant
  7. We Accursed
  8. Grain Of Sand
  9. Amongst Stars
  10. Pyres On The Coast

Amorphis Lineup:

  • Tomi Joutsen- Vocals
  • Esa Holopainen- Guitar
  • Tomi Koivusaari- Guitar
  • Olli-PekkaLaine- Bass
  • Santeri Kallio- Keyboards
  • Jan Rechberger- Drums