ENSLAVED – COOPERAZIONE E PROGRESSO


Enslaved – “E”
• (2017 – Nuclear Blast) •

Gli Enslaved, colossi del Metal norvegese, pubblicano il loro nuovo album: “E”. Potrei benissimo descrivere questo full-lenght con una sola parola, ovvero “progresso”. Perché? Perché è ciò che lo contraddistingue. È vero, ormai ci siamo abituati al nuovo stile della band norvegese, ben lontano dal puro Viking Metal di “Mardraum”, ma questo album è qualcosa di mai sentito prima, qualcosa di complesso e sublime.  Inizio subito descrivendo questo “strano” titolo. “E” è la runa Ehwaz, che troviamo anche sulla copertina dell’album, e simboleggia sia la cooperazione e la fiducia, sia la figura del cavallo; il rapporto e la cooperazione tra uomo e natura saranno i temi principali di questo concept album.
Una scelta sicuramente molto coraggiosa quella di inserire un’opener di quasi undici minuti, ma “Storm Son” ci rivela subito ciò che troveremo in questo album. Una traccia stupenda, introdotta da nitriti di cavalli pronti a correre e da un corno vichingo che apre ufficialmente le danze; segue un riff melodico e molto suggestivo. Essa si sviluppa unendo in modo magistrale le dure note del Viking Metal con le atmosfere fascinose del Progressive. Le radici della band vengono fuori con “The Rivers’s Mouth”, brano balioso e molto più diretto. “Sacred Horse” è un continuo duello tra le chitarre di Ivar Bjørnson e Ice Dale e tra lo scream di Grutle Kjellson e il clean del tastierista Håkon Vinje; si conclude con cori e melodie angoscianti. Il pezzo più facile da assimilare è probabilmente “Axis Of The Worlds”, piuttosto semplice e diretto nonostante la sua durata di quasi otto minuti. Due dei tre ospiti di questo album, Einar Selvik (frontman dei Wardruna e già partner di Ivar Bjørnson nel progetto Skuggsjà) e il flautista Daniel Mage vengono presentati con “Feathers Of Eolh”, un brano con un forte carattere Progressive e dalle profonde atmosfere. “Hiindsiight” ci trasporta direttamente nelle fredde lande norvegesi, un tempo teatro di numerose guerre, con il suo ritmo lento e andante, interrotto dalle splendide note provenienti dal sassofono di Kjetil Møster e dallo jouhikko di Einar Selvik. L’album termina con due bonus track: la potente “Djupet” e “What Else Is There?”, cover della band elettronica Röykosopp.
“E” si rivela un album magnifico. Tremendamente difficile da assimilare, è vero, ma magnifico. È incredibile vedere l’enorme crescita degli Enslaved, il fatto che siano riusciti a creare un album così complesso e così ben strutturato è sicuramente una chiara dimostrazione della maturazione musicale della band norvegese.  I temi e la musica presenti in “E” catapulteranno l’ascoltatore in un altro mondo, un mondo di natura, cooperazione e rispetto.

VOTO: 8,5/10

Tracklist:

  1. Storm Son
  2. The River’s Mouth
  3. Sacred Horse
  4. Axis Of The Worlds
  5. Feathers Of Eolh
  6. Hiindsiight
  7. Djupet (Bonus track)
  8. What Else Is There? (Bonus Track, Röykosopp Cover)

ENSLAVED lineup:

  • Grutle Kjellson – Vocals, Bass
  • Ivar Bjørnson – Guitar
  • Arve “Ice Dale” Isdal – Guitar
  • Cato Bekkevold – Drums
  • Håkon Vinje – Keyboards, Back Vocals

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