Potere ed eleganza nel nuovo Overtures

Overtures Arctifacts cd
OVERTURES – “Artifacts”
• (2016 – Sleaszy Rider Records) •

 

Quarto album per i friulani Overtures, terzo sotto l’etichetta Sleaszy Rider Records, in uscita il 27 maggio p.v. Un percorso in crescita, suffragato da un crescendo di consensi e apprezzamenti italiani ed esteri. “Artifacts” colpisce sin dalla cover dall’atmosfera surreale, con un’enorme lampadina sospesa in aria e un funambolo in equilibrio su una corda della quale non vediamo le estremità. Tutto sembra rarefatto, sospeso e in bilico, ma al contrario, fin dalla prima traccia, il sound degli Overtures risulta presente e concreto.
“Artifacts” si compone di dieci pezzi, più una versione alternativa di ‘Savior’, punta di diamante del precedente disco “Entering The Maze”. Lo stile è un intreccio di heavy, prog e power, che fusi insieme formano la personalità della band. Nonostante i paragoni siano sempre pericolosi e azzardati, per dare un’idea a chi non conosce il gruppo, si possono citare come riferimenti musicali Kamelot e Queensryche.
Al primo ascolto spiccano gli elementi classici: il vibrato della voce di Michele Guaitoli, gli spazi ben delineati riservati agli assoli della chitarra di Marco Falanga, la precisione della doppia di Andrea Cum e il basso pieno di Luca Klanjscek.
Ma vi è di più. “Artifacts” è un album narrativo, che trascende il puro aspetto musicale. La band non ha creato un artefatto fine a se stesso, ma intende lasciare un messaggio importante: la tecnologia ci sta accecando, siamo abbagliati da ciò che i social ritraggono, immagini spesso fuorvianti di situazioni idilliache. Se l’uomo non riuscirà a disincantarsi da questa finzione, si ritroverà a crollare in una vita reale decisamente deludente e l’impatto sarà deleterio.
Torniamo però alla musica degli Overtures. Da menzionare assolutamente all’interno del disco, “Unshared Worlds”, un brano affascinante, romantico ma con carattere, per il quale è stato creato un lyric video i cui colori delicati ma decisi si legano perfettamente alle emozioni evocate dalla musica. L’originalità della band si esprime con “Angry Animals”, forse la traccia più spinta dell’album. Chi ama le cavalcate epiche apprezzerà sicuramente “Gold” e “As Candles We Burn”, mentre “Teardrop” ci regala un’atmosfera fiabesca.
Con la sua vocalità, Michele sa toccare tasti drammatici, allo stesso tempo eleganti e delicati, per poi incattivirsi all’occorrenza. All’intensità interpretativa si sposano le abilità tecniche del resto della band, senza mai sfociare in presuntuosi virtuosismi che spesso, in questo genere, rischiano di sovrastare l’intenzione emotiva. Le backing vocals hanno la giusta distanza dalla voce principale e riempiono senza essere invadenti. Azzeccato l’utilizzo di synth e moog che va ad abbellire alcuni brani.
Nota di merito per la produzione del disco, sopra la media e molto curata, così come tutto il comparto grafico, dalla cover al booklet. Concludendo, gli Overtures hanno messo davvero anima, cuore e mente in questo album e l’ottimo risultato ne è la prova tangibile.

Tracklist:

  1. Repentance
  2. Artifacts
  3. Gold
  4. As Candles We Burn
  5. Profiled
  6. Unshared Worlds
  7. My Refuge
  8. New Dawn, New Dusk
  9. Teardrop
  10. Angry Animals
  11. Savior (alternative version, bonus track)

OVERTURES lineup:

  • Michele Guaitoli – Vocals
  • Marco Falanga – Guitars
  • Luka Klanjscek – Bass
  • Andrea Cum – Drums