Rage: inizia la stagione nera!


RAGE – “Seasons Of The Black”
• (2017 – Nuclear Blast) •

Parlando di formazioni rinnovate non si può non citare i tedeschi Rage i quali, poco più di due anni fa, hanno ancora una volta cambiato formazione, chiudendo il lungo capitolo che ha visto il guitar hero Victor Smolski gestire buona parte della band col suo enorme contributo compositivo ed esecutivo dietro la sei corde. Dopo ben sedici anni il buon Peavy Wagner ha deciso di dividere la sua strada da quella del chitarrista bielorusso, assumendo in formazione il chitarrista venezuelano Marcos Rodrìguez, appassionato da sempre della band di Herne, e il batterista greco Vassilios “Lucky” Maniatopoulos; in seguito a ciò il massiccio frontman ha inoltre chiuso un certo capitolo particolarmente elaborato e tecnico della sua carriera e della sua discografia per ridirigersi su una proposta più semplice e di impatto, con una discreta attenzione riposta negli elementi old school Heavy, Power e anche un po’ Thrash che han caratterizzato l’ottimo “The Devil Strikes Again” uscito lo scorso anno; la scelta di ridirigersi su un sound e un songwriting meno complesso e più diretto si rivelò vincente data l’ottima accoglienza del suddetto album e oggi, a solo un anno di distanza, il trio fa il bis lanciando sul mercato “Seasons of the Black”.
Oggi giorno è abbastanza raro che una band proponga ben due full lenght in poco più di due anni, scelta dettata molto semplicemente dal fatto che avendo molto materiale di qualità gli era possibile e perciò han voluto farlo; questo almeno stando a quanto dichiarato dallo stesso Peavy nell’intervista (che potete leggere qui) pubblicata di recente su queste pagine.
L’album in sé prosegue perfettamente sulla traiettoria del suo predecessore: ci sono molti brani veloci e diretti come la iniziale titletrack, la successiva “Serpents in Disguise” e molte altre, quasi tutte a dire il vero hanno un po’ quel sapore Speed/Heavy/Power che piace tanto agli ascoltatori tipici del combo; si differenziano la semi-ballad “Blackened Karma”, della quale è stato tratto anche un videoclip ufficiale, il mid-tempo “Septic Bite” e la conclusiva “Farewell”, un’altra semi-ballad dal gusto melodico, a tratti sinfonico e quasi da band Power Metal moderna che chiude quasi in modo poetico l’album. Le ultime quattro tracce inoltre fanno parte di un unico concept, chiamato ‘The Tragedy Of Man’, dal sapore fortemente epico e col ruolo di una sorta di opus sulla discesa nell’abisso della razza umana fino quasi a una sorta di ipotetica estinzione; questo metodo di connessione di alcune tracce era già stato utilizzato dalla band in album come “XIII” e “Welcome to the Other Side”. Una menzione di merito va fatta proprio per l’inizio di questo opus con l’accoppiata “Gaia” (che funge da intro acustico) e “Justify”, un pezzo molto riuscito e con uno stile musicale che richiama band loro connazionali come i Gamma Ray o, addirittura, i primi Helloween; con un po’ di fantasia si può infatti notare quanto starebbe bene questo brano con la limpida voce di Michael Kiske a intonarne il ritornello, senza ovviamente nulla togliere al nostro caro Peavy. Menzione invece di demerito per la sopracitata e cadenzata “Septic Bite”, davvero un pezzo relativamente banale e poco ispirato con un incedere oscuro e potenzialmente suggestivo, ma che non lascia granché ad ascolto concluso.
Che dire di più su questa ennesima fatica in studio firmata da Peavy Wagner e compagni? Beh, una cosa la si può dire: è un album dei Rage come ogni loro estimatore lo voleva! C’è davvero tutto ciò che un fan di questo terzetto può desiderare, anche chi ha apprezzato il loro periodo musicalmente più elaborato troverà nella semplicità di “Seasons of the Black” un ascolto molto più che gradevole, anche se un filo ripetitivo se lo si ascolta in un certo modo; ma se si ascolta un album dei Rage si cerca un album che ci faccia cantare su delle linee melodiche emozionanti, per poi farci anche spezzare il collo su delle ritmiche metalliche veloci e demolitive. Chi vuole questo, avrà questo e ne godrà davvero tanto!
Inoltre, diciamocelo, fare un album di questo livello qualitativo a così poca distanza da un altro lavoro davvero meritevole e, volendo, sorprendente qual era il predecessore non è cosa da tutti; e per questo, si merita un bonus al voto finale.

VOTO: 8/10

Tracklist:

  1. Season of the Black
  2. Serpents in Disguise
  3. Blackened Karma
  4. Time Will Tell
  5. Septic Bite
  6. Walk Among the Dead
  7. All We Know Is Not
  8. Gaia
  9. Justify
  10. Bloodshed in Paradise
  11. Farewell

RAGE line-up:

  • Peter “Peavy” Wagner – Bass, Vocals
  • Marcos Rodrìguez – Guitars
  • Vassilios “Lucky” Maniatopoulos – Drums

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