Silverbones – pirati del Mediterraneo


SILVERBONES – “Wild Waves”
• (2016 – Stormspell Records) •

Il deja-vu è un fenomeno diffuso, e ogni essere umano ne ha manifestato gli effetti almeno una volta; in ambito musicale, soprattutto se si parla di Rock/Metal, è ulteriormente frequente in quanto l’innovazione è un fenomeno raro e molte band preferiscono seguire le linee di un determinato stile per la propria proposta; tutto ciò va benissimo, poiché se si ama un genere e lo si propone egregiamente si ha tutto il diritto di essere supportati. Ci sono casi in cui però quel deja-vu si fa sentire non tanto per l’appartenenza nitida a un genere (o sotto-genere), ma per la somiglianza particolarmente evidente con un’altra band più nota; il che non equivale a mettere ad esempio gli Enforcer accanto agli Iron Maiden, poiché sì il genere e gli stilemi sono quelli ma le band sono differenti al punto giusto. Un esempio calzante del discorso trattato è quello dei veneti Silverbones, la cui proposta già dalle prime note fa pensare in maniera inequivocabile a una band attualmente un po’ controversa ma a dir poco leggendaria per gran parte della discografia: i Running Wild. Ebbene sì, le nove tracce che compongono questo esordio dal titolo “Wild Waves” sono al cento per cento di matrice “Rolfiana” sotto quasi tutti i punti di vista, dalle scelte melodiche all’intero guitar work anche se si nota una matrice Speed decisamente meno presente; la traccia conclusiva è persino omonima del singolo “Black Bart” dell’ultimo album della band di Amburgo. Chiaramente si parla di una somiglianza in termini stilistici poiché, purtroppo, in termini qualitativi siamo molto distanti. “Ma è ovvio!!!” direte voi lettori amanti delle sonorità old school, e tendenzialmente difficile darvi torto, ma è anche vero che si può somigliare anche troppo a una grande band rimanendo qualitativamente più che apprezzabili come ad esempio gli svedesi Blazon Stone, del buon Cederick Forsberg (Rocka Rollas, Breitenhold, Cloven Altar etc.) e sempre a dir poco ispirati ai Running Wild. Purtroppo invece l’album dei Silverbones soffre di diverse problematiche non trascurabili: partendo da una certa monotonia e noia di fondo, tracce per la maggior parte poco memorabili e qualitativamente mediocri, un guitar work non sempre all’altezza dal punto di vista dell’esecuzione e dei suoni, buoni in certe parti ma quasi fastidiosi in altre e, per la seconda recensione di fila, una voce assolutamente piatta, priva di mordente e non idonea alla musica proposta (tralasciando una pronuncia inglese che ricorda quasi i primi album dei Kaledon). Nella tracklist un paio di brani interessanti ci sono, una su tutte “Raiders of the New World”, la quale risulta forse l’unica che ha fatto breccia nell’orecchio e nelle emozioni di chi scrive venendo canticchiata per diverse ore dopo l’ascolto. Un esordio che non raggiunge la sufficienza ma che non viene del tutto stroncato per la presenza della traccia sopra citata e per alcuni elementi comunque gradevoli, soprattutto per chi tutt’ora ama il classic Metal a sfondo piratesco diffuso da Rolf e compagni, e una proposta del genere, se fatta bene, nel panorama Metal italiano non può che essere apprezzabile. Bisogna ricordare che Emilio Salgari (“Il Corsaro Nero”, “Il Figlio Del Corsaro Rosso” etc.), uno dei più grandi scrittori d’avventura di sempre e particolarmente devoto all’argomento dei pirati, era un conterraneo di questi quattro ragazzi, i quali dovrebbero rivedere un po’ le loro scelte e tirar fuori un secondo album degno di nota in un futuro. Rimandati alla prossima.

VOTO: 5,5/10

Tracklist:

  1. Cry of Freedom
  2. Wild Waves
  3. Royal Tyrants
  4. Queen Anne’s Revenge
  5. The Undead
  6. Raiders of the New World
  7. Wicked Kings
  8. Hellblazer
  9. Black Bart

SILVERBONES line-up:

  • Andrea Franceschi – Bass
  • Marco Salvador – Guitars, Vocals
  • Ricardo Galante – Guitars
  • Enrico Santin – Drums

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