THE GREAT DIVIDE – DEGNI EREDI DI LAYNE E SCOTT


THE GREAT DIVIDE – “Union”
• (2017 – Hi Fly Production ) •

 

Sostanzialmente sconosciuti ai più i Great Divide con un gioco di prestigio tirano fuori dal cilindro un debut album di una qualità raramente riscontrabile al giorno d’oggi.
In bilico tra suoni derivativi di band quali Stone Temple Pilots e Alice In Chains, uniti al piglio hard rock dei Velvet Relver e dei Guns n’ Roses più duri del periodo Use Your Illusion, il five piece capitolino ci regala un disco di valore elevatissimo.
L’opening track “Rise” sciorina melodie di facile assimilazione, unite a un validissimo interplay chitarristico, echi di linee vocali alla Scott Weiland condiscono il tutto non facendo comunque mancare la personalità.
Le successive “SoWrong” (dotata di alcune chicche in fase di missaggio delle chitarre in stile Slash/Izzy) e “LoveSick Dog” sono leggermente più dure, ma non spostano le coordinate qualitative, anzi se possibile alzano l’asticella di qualche punto. Colpisce in particolare il suono veramente internazionale della band, che potrebbe venire tranquillamente scambiata per un gruppo a “stelle e strisce”.
Con “Bone” si approda su lidi di chiara matrice “Alice in Chains”, a dirla tutta non esagero dicendo che il brano in questione non avrebbe sfigurato su “Dirt”, cori decadenti e arrangiamenti con la coppia di chitarre a “spadroneggiare” (come direbbe il buon Diego Abatantuono) con una serie di riff granitici e un groove di grande impatto.
Toni più eterei e quasi liquidi per  “Killing Time”, che con il suono incedere più trascinato può far tornare alla mente qualcosa degli ultimi Alter Bridge.
I bpm aumentano con la successiva “Divided” che unisce le influenze citate nelle righe precedenti a un ritmo saltellante in bilico tra “Queen Of The Stone Age” e gli episodi più rock dei “Green Day” e sullo stesso territorio si muove anche “Bad Habits”, caratterizzata da una sezione ritmica a tratti ipnotica.
Segue la più cattiva “Grinder”, che ci riporta a casa di Layne Staley e compagni, prima di arrivare alla conclusiva “Sleeper” brano sognante e malinconico che conclude questo bellissimo lavoro d’esordio dei “Great Divide”. Band promossa con lode dunque.
P.s.: postilla polemica, come avrete notato nel corso della recensione vera e propria mi sono rifiutato di utilizzare il termine “Grunge”, che per me poco significa al giorno d’oggi e poco ha sempre significato, avendo nel corso degli anni accumunato band diversissime tra loro. Calzante l’ esempio Alice in Chains e Soundgarden di chiara estrazione hard rock, che poco avevano da spartire con gruppi quali Nirvana e Mudhoney che navigavano decisamente verso altri lidi più assimilabili al punk.
Fine dello sfogo, ascoltate questo lavoro che merita tutta la vostra attenzione.

VOTO: 9/10

Tracklist:

  1. Rise
  2. So Wrong
  3. LoveSick Dog
  4. Bone
  5. Killing Time
  6. Divided
  7. Heroes
  8. Bad Habits
  9. Grinder
  10. Sleeper

THE GREAT DIVIDE  line up:

  • Mauro Pala –  Vocals
  • Pierpaolo Cianca – Guitars/Vocals
  • Gabriele Sorrentino – Guitars
  • Alessio Ripani – Bass
  • Vladimiro Melchiorre – Drums

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