Wintersun: risveglio dal letargo invernale!


WINTERSUN – “The Forest Seasons”
• (2017 – Nuclear Blast) •

Finalmente dopo cinque anni di attesa i fan dei Wintersun possono gioire. Il nuovo album “The Forest Seasons” è tra noi! Era da troppo tempo che attorno a questa band si sentiva parlare solamente di Crowdfunding, soldi per costruire nuovi studi di registrazioni, screzi con la Nuclear Blast e dichiarazioni molto accese del leader e compositore della band Jari Maenpaa. Ma andiamo con ordine: dopo la pubblicazione di “Time I” nel 2012, il successore “Time II” era atteso per l’anno successivo. Passano gli anni, ma nonostante i continui video e aggiornamenti da parte di Jari su Facebook mostrando i progressi del lavoro, non si aveva alcuna data di uscita fino a quando, non molti mesi fa finalmente, si ha avuto un po’ di chiarezza sulla vicenda; Time II non uscirà a breve, perché per farlo uscire con la qualità sonora che avrebbe richiesto un album di tale complessità i nostri avrebbero avuto bisogno di un nuovo studio all’avanguardia! E quindi ecco l’idea del Crowdfunding aperto ai fan per finanziare i nuovi studi (Crowdfunding che fra l’altro ha avuto un successo clamoroso raccogliendo 185 000 dollari solo nelle prime 24 ore!). La versione digitale del nuovo album “The Forest Seasons” era ciò che veniva offerto (oltre a dell’altro materiale live e delle bonus tracks sempre in digitale) in cambio dei soldi dei fan. Album che poi la Nuclear Blast annuncerà di distribuire anche in formato fisico. Personalmente mi sono avvicinato a questo nuovo disco abbastanza fiducioso, d’altronde Jari Maenpaa è sempre stato un perfezionista, e le qualità compositive di un musicista che in pochi anni è riuscito a scrivere album come “Ensiferum”, “Iron” (ai tempi della sua prima band, gli Ensiferum) , “Wintersun” e “Time I” sono indiscutibili. Eppure il dubbio che questo album potesse essere stato buttato sul mercato in fretta e furia al posto di “Time II” solo per soddisfare le richieste della Nuclear Blast oltre al fatto di avere qualcosa da donare ai fan in vista del Crowdfunding serpeggiavano nella mia testa…
In ogni caso le premesse erano assai stimolanti. L’idea di avere quattro lunghi brani ognuno di essi rappresentati una delle quattro stagioni era un’ idea che si sarebbe potuta sposare perfettamente con la musica dei Wintersun che è sempre stata sinonimo di evasione e che ha sempre avuto un affinità speciale con i temi che riguardano la natura e quelle atmosfere magiche che hanno sempre contraddistinto e reso unica la terra dei mille laghi. Il sound del disco è una via di mezzo tra il debutto e “Time I”; di certo non è cosi bombastico, ricco e stratificato come “Time I”, ma vuole comunque cercare di mantenere una vena di tale complessità. Quindi addentrandoci nel disco avremo sinfonie maestose, cori epici , melodie dal sapore orientale, blast-beats furiosi , e il cantato di Jari che come di consueto si snoda tra growl e clean vocals. La prima mini-suite “Awaken From The Dark Slumber” dedicata alla primavera vuole rappresentare il risveglio della band finlandese dal torpore di questi cinque anni di attesa. Un’intro delicata e melodica ci invita ad entrare nella foresta Scandinava, dove la fauna prende vita nuovamente e tutto si risveglia dal gelo invernale. Questo pezzo è tutto ciò che ci si aspetta da una opener di un disco dei Wintersun targato 2017; Atmosfera e riff massicci prendono il sopravvento nel brano mentre Jari ci invita a seguirlo in uno dei cori più epici del disco: “ride! ride with us again! fight ! fight! live as free men!”. Brano molto piacevole e ben strutturato, ma per chi scrive siamo ancora lontani dai fasti di “Sons Of Winter And Stars” che apriva Time I. Con “The Forest That Weeps” un delicato arpeggio seguito da un cadenzato ma possente riff ci accoglie nella stagione estiva. Il brano si snoda tra dei riff di grande impatto e qualche stacco acustico fino a quando un intermezzo puramente sinfonico in pieno stile Turisas ci riporta a uno dei cori più anthemici ed epici dell’intero album. Malinconia e tristezza, mischiate a meraviglia e stupore sono i sentimenti che suscitano le magiche atmosfere delle estati in terra finlandese. “E la notte cade sulla foresta piangente….” Il risveglio è brusco e inquietante con i colori dell’estate che gradualmente sfumano in “Eternal darkness” in cui i Wintersun ci regalano quello che probabilmente è il brano più estremo della loro carriera; Blast- beats e sinfonie dal sapore oscuro dominano un pezzo che in più parti ricorda molto il Symphonic- Black Metal dei Dimmu Borgir più recenti. Ma la tempesta non dura per sempre. E con “Lonliness” i Wintersun ci riportano alla vena malinconica di quella che vorrebbe essere una nuova “Sadness and Hate” o “Death and The Healing”, anche qui, per chi scrive, non riuscendo ad avvicinarsi alla bellezza dei due pezzi citati nonostante l’intensa e sentita prestazione di Jari in clean su questo pezzo.
Tutto bene quindi ? Non proprio. Essenzialmente nel nuovo album in alcuni tratti si ha la sensazione di avere tante buone idee, ma che potevano essere sviluppate in una maniera migliore, in altre una certa ripetitività delle strutture e nei riff di chitarra che puntano più all’impatto, ma che mancano nella varietà e complessità offerte sul primo disco omonimo. Anche il songwriting per chi scrive è buono ma non raggiunge mai le vette dei primi due dischi, e cosi l’ascoltatore è immerso in un disco concepito in maniera ineccepibile e che risulta scorrevolissimo e piacevole ma che per chi scrive manca di quei momenti da pelle d’oca che abbondavano in “Wintersun” e “Time I”. In ogni caso spero che questo sia solo un passaggio (parzialmente) a vuoto e che con i nuovi studi di registrazione finalmente pronti il degno successore di “Time I” possa finalmente vedere la luce e riportare il nome Wintersun ai livelli di eccellenza conosciuti fin ora.

VOTO: 7/10

Tracklist:

  1. Awaken From The Dark Slumber (Spring)
  2. The Forest That Weeps (Summer)
  3. Eternal Darkness (Autumn)
  4. Lonliness (Winter)

WINTERSUN lineup:

  • Jari Maaenpa – Vocals, Guitars, Keyboards
  • Teemu Mantysaari – Guitar, backing vocals
  • Jukka Koskinen – Bass, backing vocals
  • Kai Hahto – Drums